Smarthphone, computer, tablet: più sporchi dei nostri water

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I dispositivi informatici che utilizziamo sono ricettacolo di germi e sporcizia

Il lavaggio delle mani è una pratica semplice e di estrema importanza per la cura della persona e per limitare la trasmissione di determinate malattie. Pratica talmente importante che l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) le ha attribuito una giornata mondiale, il 12 maggio. Mai come in questo periodo di pandemia da Covid19 sentiamo parlare dell’igienizzazione delle mani per evitare il contagio virale del coronavirus. Non tutti sanno, però che anche cellulari, tablet, computer e altri dispositivi elettronici, molto usati di recente, sono un vero e proprio ricettacolo di germi e virus. Da qui la necessità di detergere spesso le mani, veicolo di sporcizia e non solo, che, dallo schermo dello smartphone, passano a toccare viso, occhi e altre persone. Secondo lo studio del 2015 dell’Università della California del Sud, i dispositivi che utilizziamo abitualmente risultano essere sette volte più sporchi del water.

Si evince, dunque che si debbano pulire mani e monitor. In che modo? Dopo aver spento e disconnesso l’apparecchio, si procede con un delicato panno antistatico in microfibra, del tipo utilizzato per gli occhiali, inumidito con acqua distillata. Movimenti leggeri, circolari, senza pressioni e attenzione a ingressi e porte (lightning dell’iPhone o le Usb-C degli smartphone Android). No a detergenti a base alcolica, solventi o soluzioni fai da te. Per la disinfezione, invece, è indispensabile utilizzare prodotti specifici per i display perché la sola pulizia non uccide i batteri.

In merito alla detersione delle mani, acqua e sapone sono sufficienti. Il lavaggio deve esser accurato. Frizionare bene le mani, palmo contro palmo e contro dorso. Intrecciare le mani lavando singolarmente le dita e il polso che va roteato avanti e indietro. Sciacquare accuratamente con acqua corrente e asciugare con telo pulito o salvietta monouso. Chiudere il rubinetto con la salvietta e non con le mani appena deterse. Fuori casa, in assenza di acqua, meglio munirsi di gel igienizzanti per mani e procedere in maniera simile, versando nel palmo della mano una dose adeguata a coprire tutta la superficie. Se, dal 1818 con l’intuizione del medico ungherese Ignaz Semmelweis di lavarsi le mani per contenere la diffusione di infezioni, si insiste con tale messaggio, un motivo c’è!

 

 

 

 

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