Il lato oscuro della Rete: il cybercrime

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Matrix, film cult della fantascienza distopica, disegna un mondo in cui il crimine informatico sabota l’intera vita umana.

Senza arrivare a tali eccessi, oggi più che mai si discute di cybersecurity, ovvero come tutelarci on line e anche off line, quando qualcuno spia, minaccia, danneggia o ruba dati informatici aziendali, militari, economici e sociali, attaccando reti informatiche.

Si tratta di un tema caldo che la Commissione Europea sta affrontando in questi mesi in virtù della revisione della direttiva Nis (Network and Information Security) sulla sicurezza informatica.

Questa direttiva impone agli Stati membri dell’Unione l’adozione di informazioni e misure condivise e globali per l’integrità delle reti digitali, identificando i settori (finanza, trasporti, energia, sanità, acqua potabile, etc.) maggiormente critici ed esposti al rischio cibernetico.

L’aggiornamento della Nis dovrebbe essere completato a fine 2020, in anticipo di qualche mese rispetto alla tabella di marcia, anche per l’esigenza di mettere in sicurezza le nuove reti 5G, nonché le tecnologie digitali emergenti e i numerosi utenti che ne fanno uso quotidianamente.

Alcuni degli aspetti su cui tale aggiornamento punta riguardano la classificazione dei criteri dei rischi e loro gradi di pericolosità, l’individuazione della vulnerabilità dei soggetti da tutelare (ad es. infrastrutture pubbliche), le tempistiche da rispettare per notificare la violazione dell’integrità delle risorse, oltre naturalmente ai danni di un attacco. 

Tecnologia
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